"Perche' un dottore di ricerca chiede di essere assunto in azienda? Perche', fallita la carriera universitaria, tenta di riciclarsi".

Potrebbe suonare cosi` il pregiudizio di cui si sentono vittime molti "dottori" che, in cerca di un impiego nel settore privato, collezionano fior di porte in faccia. Oltre al danno (aver perso anni dietro al sogno academico), la beffa di rimanere disoccupati. Una buona notizia arriva per~ dal Ministero dell'Universita` che, in via sperimentale nel '98, con maggiori fondi nel '99, ha varato due forme di agevolazioni economiche per le imprese che avessero assunto dottori di ricerca. La prima misura e` contenuta nel cosiddetto "Pacchetto Treu" che nel '98 prevedeva 30 milioni a chi avesse assunto per almeno due anni un "dottore"; 20 milioni per assumere un laureato con esperienza di ricerca. E 13 miliardi stanziati dallo Stato. Alla fine sono stati 383 i neo-assunti, di cui 137 dottori. Le regioni che hanno approfittato maggiormente dell'iniziativa? Veneto con 38 assunti; Lombardia, 33; Puglia, 26. La seconda iniziativa consiste nella concessione di "crediti d'imposta" in particolare alle piccole e medie imprese che volessero assumere ricercatori: 15 milioni di credito d'imposta annuo ogni "dottore" assunto (fino ad un tetto di 60 milioni). Il provvedimento ha facilitato 249 nuove assunzioni. Per i lettori-imprenditori in ascolto: il provvedimento ? valido fino al 31 dicembre '99. E ci sono migliaia di dottori in attesa...