Galeotto fu lo scritto

Confermato: cabala e ricerca universitaria vanno d'accordo. "Ho vinto il dottorato dopo 13 (!) tentativi in 3 anni -racconta Anna, dottoressa in lettere -: 3 a Pavia, 1 Milano, 4 Torino, 1 Bergamo, 1 Firenze, 1 Roma e 1 Pisa dove, all'eta` di 28 primavere, finalmente ho passato l'esame. Eravamo un po' sempre gli stessi a tentare il concorso e tra noi si creava un'immediata solidarieta`. Mio marito l'ho conosciuto proprio ad un concorso per dottorato...". Galeotto il 'pi-eic-di'. Molti viaggi. Un po' come i "clerici vaganti" del medioevo, che andavano di citta` in citta` a studiare? "Piu` che clerici vaganti, clerici 'paganti'! Vinto il concorso, per tre anni ho vissuto con 1.080.000 al mese. Comunque agli esami succedevano le cose piu` buffe: spesso si viaggiava di notte per risparmiare sull'albergo. Mio marito una volta a Firenze e` salito di corsa su un treno per Torino, ma avevano cambiato il binario e si e` ritrovato sul rapido per Roma. Ha passato la notte alla stazione Termini e poi e` ripartito per il Piemonte. E' arrivato e ha fatto l'esame".
 

L'amico di Carla e Leonardo

"E' un guaio: non so il suo nome!". Carla e` una dottoranda in storia dell'arte all'universita` La Sapienza di Roma. E l'uomo per cui si dispera, da ormai due anni, e` un anonimo pittore, il cosiddetto "maestro della Pala Sforzesca", che dipinge capolavori a Milano, nel '400, alla stessa corte di Leonardo da Vinci. Per scoprire il segreto del suo uomo, Carla si e` trasformata in investigatrice: setaccia collezioni private, pinacoteche straniere e insospettabili antiquari alla ricerca di quadri inediti del Maestro. "La ricerca e` un'attivita` solitaria -racconta Carla- ma ha dei lati positivi: ti gestisci il tuo tempo liberamente e lavori con opere di grande bellezza; questo e` gratificante". L'amore per l'arte da` il pane? "Vivo a Firenze, lontano da casa, ho l'affitto e le spese da pagare. Per arrotondare la borsa di studio faccio traduzioni dal tedesco -spiega Carla-; la mia ricerca costa perche' devo viaggiare molto: dall'inizio dell'anno ho gia` macinato 15 mila chilometri in treno per non parlare dei voli a Parigi, Londra, Berlino che ho dovuto pagare di tasca mia perche' i fondi universitari erano finiti".
 

Carriera palermitana

Ti hanno assunto all'universita`? Finalmente uno che ha fatto carriera! "Ma quale carriera -stoppa l'entusiasmo Fabio, 35 anni, dottore di biologia cellulare e dello sviluppo all'universita` di Palermo-: dopo 4 anni di universita`, 3 di dottorato, 2 di post-dottorato e 4 di specializzazione gestisco il laboratorio come tecnico, posto per cui basta un diploma superiore. Comunque non recrimino; vengo da una terra, la Sicilia, col 25 per cento di disoccupazione, specie tra i laureati". Fabio tiene famiglia ma si e` sposato solo trovato lavoro, 4 anni fa, dopo 11 anni di fidanzamento forzato. Ha un figlio nato nel '97. "Facciamo un'ipotesi -sperimenta-: se mio figlio si sistemasse lavorativamente con gli stessi miei tempi, io a quel tempo avro` 64 anni!" Un tecnico si dedica alla ricerca? "Nei pomeriggi, fuori dagli orari di lavoro, faccio ricerca e didattica, ovviamente gratuita -racconta Fabio-. Per fortuna quando sono stato assunto, i colleghi dell'istituto hanno richiesto che fossi assegnato al laboratorio, evitanto che fossi mandato magari a lettere o giurisprudenza".
 

Dinamiche canadesi

Se si e` molto dinamici si finisce in Canada. "Sono specializzato in 'processi dinamici su superfici' -spiega Massimo, dottore di ricerca in fisica all'universita` di Trieste- che vuol dire studiare come atomi e molecole interagiscano con una superficie solida: come si attaccano, si staccano o ci saltellano sopra". Al termine del dottorato il solito problema: che fare? Risposta: "Una domanda per ottenere la borsa di post-dottorato all'universita` dell'Alberta, Edmonton, Canada. L'ho vinta e ho attraversato l'oceano all'inizio del '96. Durante il volo (durante il quale le mie valigie sono andate perse...) mi sono detto: 'Qui comincia l'avventura...' E non mi sbagliavo. Infatti, nel giro di neanche quattro anni sono diventato: canadese (ma mantengo cittadinanza italiana); marito di una bellissima donna filippina; padre di un bellissimo bambino che capisce tre lingue (beato lui!). E sto cambiando carriera". Rinunciato a quella accademica, Massimo si dedica alla carta stampata: distribuisce ogni mattina agli abbonati copia dell'Edmonton Journal, il quotidiano locale. Edizione straordinaria! Ma e` solo, assicura e ne siamo certi, un 'dinamico' lavoro temporaneo.